about me

Mi chiamo Ilaria Genovese e sono un’architetta laureata all’Università di Firenze, con una formazione che si è arricchita anche grazie a un corso di specializzazione in Lighting Design. Lavoro nel campo dell’architettura, della ristrutturazione e dell’interior design, collaborando con studi affermati a Firenze e in Sicilia, dove affianco anche lo studio di famiglia, attivo da anni e specializzato anche nella realizzazione degli interventi.

Sono una professionista curiosa e in costante evoluzione. Studio ogni giorno, aggiorno le mie competenze, mi confronto con problemi reali e con persone diverse, cercando soluzioni su misura per ogni progetto.
Che si tratti di un’abitazione privata, di uno spazio pubblico o di un intervento complesso, affronto ogni lavoro con precisione, creatività e ascolto.

Il cuore del mio approccio è il dialogo con il cliente. Mi piace conoscere chi ho davanti, capire cosa desidera, cosa sogna, cosa immagina.
Credo in un rapporto non freddamente professionale, ma umano e collaborativo, dove si lavora insieme per trovare la soluzione migliore, anche mettendo da parte — se serve — il mio gusto personale, senza però rinunciare al confronto e alla proposta.

Il silenzio fa parte della mia quotidianità: sono sorda, e questo ha influenzato profondamente il mio modo di percepire lo spazio e le relazioni.
Grazie all’impianto cocleare e all’apparecchio acustico, comunico senza difficoltà, ma porto con me una sensibilità particolare: uno sguardo attento ai dettagli, al silenzio, all’inclusione.
L’accessibilità per me non è solo una norma da rispettare, ma un principio progettuale: immaginare luoghi che accolgano tutte le persone, con le loro specificità, è una sfida che sento profondamente mia.
L’architettura può (e deve) essere un mezzo per aprire, non escludere. Ogni progetto è un passo in quella direzione.

Fuori dal lavoro, mi nutro di romanzi, saggi, natura, collettività. Amo tutto ciò che crea connessioni: un libro, un evento, un film, una conversazione autentica.
Credo che l’architettura debba fare lo stesso: creare relazione, generare scambio, rispondere a un bisogno reale con intelligenza e sensibilità.